Un’area interamente dedicata all'arte contemporanea con opere ispirate alla natura. I tre artisti che interverranno Vittorio Comi, Marianna Gasperini e Anna Turina creeranno un‘installazione “on site” dal titolo “Wine Way”, prendendo spunto dalla riflessione sul rapporto uomo-natura-convivialità. La natura visitata in quanto luogo ancestrale dove riflettersi liberamente, un generoso bacino da cui attingere rinnovate energie psicofisiche, spunti creativi e, attualmente, sospensione dalla frenetica vita contemporanea.

“Riappropriarsi delle sensazioni – spiegano Comi, Gasperini e Turina - attraverso ciò che l’ambiente naturale offre per poi riscoprire genuinità e benessere nella gestualità, nella visione e nel sapore tramite un’ installazione in cui il vino, bevanda simbolo della convivialità per eccellenza, è non solo nettare, ma inchiostro alternativo col quale tracciare e, quindi, testimoniare, la propria presenza nello spazio e nel tempo.

Ad arricchire la maestosa installazione saranno esposte anche numerose opere dei tre artisti.

VITTORIO COMI - nato a Lecco in Italia nel 1961, diplomato maestro d’arte presso l’Istituto Beato Angelico Milano. Ha conseguito la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, scegliendo quale indirizzo Decorazione e Materiali.
Ha fondato nel 1988 la “Vittorio Comi Plinko Password”, un laboratorio d’arte per la creazione di effetti speciali e allestimenti di scenotecnica per cinema, televisione, eventi, teatro, musei, mostre e parchi tematici. L’esperienza nella realizzazione di effetti speciali lo ha portato a collaborare anche ad eventi d’arte quali: spettacoli teatrali al Piccolo Teatro di Milano con Luca Ronconi nel “Prometeo incatenato” e “Infinities” o al Teatro Stabile di Torino con “Troilo e Cressida”; scenografie speciali per eventi nel settore della moda (Roberto Cavalli) Milano 2004, realizzazioni meccaniche ed elettroniche per mostre d’arte moderna come “La stanza del tempo” di Gaetano Pesce alla Triennale di Milano nel 2004 e “H2O” sempre di Gaetano Pesce alla Biennale di Valencia nel 2005, progettazione e realizzazione di prototipi vari quale il braciere a fiamme colorate per le Paraolimpiadi invernali del 2006 e sono creatore delle “Scintille di Passione” per le Olimpiadi Invernali di Torino. Ha collaborato in qualità di supervisore per gli effetti speciali e scenografo con registi quali: Wim Wenders, Roman Polansky, Hugh Hudson, Dario Piana, Dario Argento, Wes Crawen, Gabriele Salvatores , Robert Golden, James Lima, Luca Ronconi. La sua passione per i materiali lo ha portato ad essere un artista poliedrico e curioso e sono molte le opere dei primi anni della sua carriera , tra le più significative e con valenze artistiche nella parte special projects..

Special projects:
1986 Progetto e realizzo la Sala della Chimica (Museo della Scienza e della Tecnica Milano)
1987 Progetto e realizzo Future Tour (Parco a Kualalumpur - Malesia)
1998 Progetto La via dei Baobab (Expò – Lisbona -padiglione del Madagascar)
1999 Realizzo un intervento per "Teatro di luce” Centenario di Fontana alla Scala di Milano
2000 Progetto/realizzo la scultura per la nuova moneta unica Europea
2000 Progetto e realizzo la mostra “Veleni” (Villa Reale a Monza)
2005 Progetto e realizzo lo spazio multimediale “Arena” (Larry Smith )Carrefour Agrate
2007 Progetto il Museo Interattivo Leonardo (Regione Lombardia)
2007 Progetto FX per “Show Ferrari “ Park Ferrari ad Abu Dhabi (K-Events) Milano
2007 Progetto e realizzo BUIO BUIO con l’Istituto dei Ciechi di Milano
2008 > inizio la ricerca sulle essenze erbose.

Collettive:
2010 “ART&energia” Osnago
2010 Omaggio a Morlotti” Paderno d’Adda
2011 “ INBAR" Istituto Nazionale di Bioarchitettura Lecco
2011 “ PULSE” Spazio Heart Vimercate (Milano)
2012 Fiera di Stoccarda Sindelfingen 2012
2012 Partecipazione con progetto curatoriale ad ArteAccessibile Milano.
2012 Collettiva “Statement” presso Circoloquadro Curatela Ivan Quaroni Milano
2013 “Dal letame nascono i fiori”
2013 “la voce del Corpo” Biennial of contemporary art Osnago
2014 “MATERIE” Castello di Trezzo sull’Adda Spazio Heart Vimercate (Milano)
2014 Aliens Ferrara casa dell’Ariosto per Fratturascomposta
2014 Inaugurazione Spazio ZOIA

Personali:
2011 “ Elogio alle vagabonde” Mezzago (Milano)
2011 “ – D0" Less Than Zero Perugia
2012 “ Tracce di Contemporaneo” Villa Borromeo d’Adda Arcore
2013 “ Fili” Must : Museo del Territorio Vimercate Milano

Premi:
2011 in Shortlist con inserimento a catalogo nel CELESTE PRIZE.
2012 in opere selezionate con inserimento a catalogo nel PREMIO CELESTE.
2013 Vincitore del premio ORA

Curatele:
2013 Direttore artistico de “La Voce del Corpo” Osnago

https://www.facebook.com/lavocedelcorpo2013

http://www.lavocedelcorpo.it/

Statement:
Creo i miei lavori soprattutto con essenze erbose delle quali scelgo le caratteristiche estetiche e vegetative. Mi piace l’erba perché apparentemente povera, semplice; perché, se non curata, reincorpora l’opera. Essa cresce, si evolve e ha bisogno di attenzioni e di cure, come ogni essere vivente, per non deperire. Ha bisogno di acqua, di luce, della giusta temperatura. È una porzione di vita incorniciata, un essere con una propria storia e un proprio percorso, nato per il felice incontro di fattori diversi. Sebbene stia appesa a una parete, come una qualsiasi opera d’arte, essa non è immobile, silenziosamente, con lentezza, i suoi germogli crescono, si modificano, mutano colore e forma, possono ammalarsi, ingiallire, seccare, morire o vivere. Il mio lavoro riesce solo se incontra chi condividendone lo spirito, vuole prendersene cura, iniziando un nuovo tipo di rapporto con l’artista, non univoco. Possedere un’opera di questo tipo significa per entrambi, artista e collezionista, iniziare un percorso comune in cui il primo fa da guida nella cura, nel taglio, nel nutrimento dell’opera e il secondo ne segue la crescita e l’evoluzione attraverso un rapporto diretto e fisico che gli permette di acquisire una nuova sensibilità verso il "vivente". Nella mia ricerca artistica cerco di esprimere con forza e coerenza, senza far ricorso alla parola o ad installazioni di matrice troppo concettuale, la mia idea di rispetto dell’ambiente. Le opere con l’erba sono incorniciate per una scelta un po’ “retrò”, a volte ironica, e per sottolineare che non si tratta di giardinaggio o design. Le mie esperienze artistiche di scultura, pittura e installazione confluiscono in queste opere senza la ricerca di una categoria precisa o della riconoscibilità di uno stile. M’interessa invece l’immediatezza dell’arte e della sua lettura, prediligo l’aspetto innovativo ea volte spettacolare dell’arte, le geometrie astratte, l’estetica minimale ed anche figurativa.

 

 

MARIANNA GASPERINI - Forte di una splendida mano nel disegno e di un notevole senso plastico, Gasperini costruisce passo dopo passi il suo singolare universo, un mondo in cui il corpo, soprattutto quello femminile, è indagato con sguardo ora dolcissimo ora brutale, ora con segno elegante e sinuoso ora con gesto aggressivo e inquieto.
Nella trasparenza del vetro Marianna sembra trovare la propria dimensione ideale. La sua materia d’elezione, coniugata con altri materiali, piegata a dialoghi inaspettati, plasmata in vetrofusione o a casting (tecniche tradizionali abilmente rivisitate dall’artista), si fa perfetta espressione del suo sentire; opere che nascono da un pensiero autobiografico che finiscono per diventare universali. Come questo corpetto spinato, corazza per un corpo che sa chiudersi in se stesso per difendersi, emblema di una femminilità ferita ma indomita, che per proteggersi finisce con pungere, col ferire (e probabilmente anche con il ferirsi). Il corpo è sempre presente nella ricerca della Gasperini, fin dai suoi primissimi lavori. Una presenza silenziosa ma forte, suggerita per frammenti, spesso citata attraverso impronte. Più che corpi, dunque, le opere di Marianna sono tracce di corpi, segni lasciati nella materia: calchi che nascono da un corpo singolo per rappresentare un corpo collettivo. Piccole parti di un unico tutto, oggetti dal respiro monumentale, in grado di suggerire interessanti motivi di riflessione sull’identità femminile (e non solo).

Nata a Vimercate, nel 1975, Marianna Gasperini si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. E’ attratta dall’utilizzo di altri materiali oltre alla pittura e approfondisce la conoscenza della lavorazione del vetro e della ceramica frequentando la scuola di specializzazione a Halle in Saale in Germania e il Biennio di perfezionamento Arte della Maiolica a Faenza. Da questa esperienza il suo linguaggio artistico procede in parallelo: la pittura e forme-sculture nell’utilizzo del vetro. Affascinata dalla cultura nordica vive tra la Germania e l’Italia. Esordisce a Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda in una mostra collettiva nel 1995; la sua prima personale risale invece al 1997, a Concorezzo. Il suo percorso espositivo prosegue poi con continuità. Partecipa su invito a mostre collettive e rassegne tematiche in sedi pubbliche e in gallerie private anche in ambito internazionale: in Italia (Milano, Lissone, Monza, Faenza, Merano, Brescia, Reggio Emilia, Torino, Ferrara, Roma, Maccagno, Verona, Lecco…) e all’estero (Halle, Berlino, Lichtenstein, …). Nel 2002 vince a Faenza il 1° premio vince Ex Allieve e nel 2003 il Trofeo “Gian Franco Ricci”, sempre a Faenza. Ancora a Faenza vince il 1° Premio del concorso di Ceramica Art Award al 8° Congresso internazionale Istituto per la Scienza e Tecnologia sui Ceramici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 2007 vince il 1° Premio nella sezione Pittura del Concorso “Proposta a giovani artisti 2007”, presso la Fondazione Toniolo di Verona. Nel 2010 vince il Premio Brambati, organizzato dalla provincia di Lodi e Castiglione d'Adda. Vive e lavora a Concorezzo in provincia di Milano.
Simona Bartolena

La spirale di una chiocciola, l’incresparsi di una foglia, il gocciolio dell’acqua: le forme dinamiche della natura vengono fissate nel vetro, materiale metamorfico e vivo, si accendono di colore e si trasformano in oggetti di alto design. Marianna Gasperini, artista di formazione internazionale, presenta quest’anno al Macef la sua collezione di pezzi unici per la casa e di gioielli in vetro prezioso (Murano,Waterglass…), ispirata alle forme organiche del mondo animale e vegetale. Una cascata di foglie venate di colore e trasparenze, per una decorativa installazione domestica; insalatiere ondeggianti come molluschi marini; specchi dal profilo infuocato; svuotatasche che sembrano galleggiare al pari di fiori di loto: un universo fantastico di oggetti preziosi, ma facili e gioiosi da usare quotidianamente. Proprio come la linea di gioielli in vetro che Marianna crea e rinnova da anni: il suo particolare utilizzo della tecnica di vetrofusione le permette molteplici interventi di tipo pittorico, con l´inserimento di colore, oro, argento e altre leghe metalliche, per ottenere pendenti, orecchini, anelli unici e irripetibili.

Marianna Gasperini è un’artista, diplomata presso l´Accademia di Belle Arti di Milano e vincitrice di numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali. Affascinata dalle potenzialità plastiche del vetro, si specializza nella sua lavorazione, grazie ad un Master in Germania sulla Vetrofusione. Dopo due anni di sperimentazione all´estero, frequenta un corso biennale di Ceramica a Faenza, dove apprende, in particolare, la tecnica di realizzazione degli stampi per creare a suo piacimento nuove forme in vetro. Oggi Marianna Gasperini lavora nel suo laboratorio nei pressi di Milano, in stretto contatto con stilisti, designer e altri artisti.

IL VETRO SECONDO NATURA di MARIANNA GASPERINI
Marianna Gasperini via Don Luigi Orione 1/a - 20049 Concorezzo (MI) - Italia tel.0039/339-2281790 - e-Mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ANNA TURINA - (1973) esordisce nel 1995 al Salon I dell’Accademia di Brera e lavora come scenografa. Dal 1998 espone in Italia e all’estero: nel 2012 realizza Mondoscarabocchio (Spazio Heart, Vimercate); tra le mostre più recenti: personale Home sweet home, così ospitale quando decido che sono solo in visita(a c. di Ivan Quaroni), Tuttintorno e la bi-personale Rebls Rebels (a c. di Martina Corbetta), Statement 2013.2 (a c. di Ivan Quaroni), Aliens (Ferrara, Casa dell'Ariosto), la personale all’Arengario di Monza con Micromignon e Micromostra; curata da Simona Bartolena partecipa a Pulse, Materie, Tracce di Contemporaneo, Bambini, Animali (Museo Must di Vimercate); viene segnalata al Premio Celeste 2013. Affascinata dallo spazio come luogo da vivere sperimentando, lavora prevalentemente con il ferro sfruttandone i diversi aspetti, senza tralasciare altri mezzi in rapporto ai luoghi con cui è chiamata ad interagire.

Testo critico:
L’inaspettata leggerezza del ferro, Nuvole rapide, alberi snelli, colonne che tendono al cielo, ali di
insetti leggeri, alte sedie sottili… Opere che paiono disegnate nell’aria, quasi fossero il capriccioso e irriverente scarabocchio di una matita dal tratto sicuro, guidata da una mano libera e da una
mente piena di immaginazione e fantasia. Segni dinamici che si fanno materia, occupando lo spazio con un sorriso divertito, in bilico tra gioco e solenne riflessione sulla nostra quotidiana esistenza.
Oggetti che giocano con le trasparenze e un’apparente fragilità, che dimostrano, con insolente semplicità e freschezza, l’inaspettata leggerezza del ferro. Sono opere magiche, attraenti e intriganti, coinvolgenti e poetiche, che riflettono l’intelligenza, la sottile ironia e la fantasia dell’artista che le ha create: Anna Turina, scultrice prestata al teatro, alla performance e al design (discipline con le quali ama dialogare, conservando sempre la propria particolare indipendenza). Ottima artista, forte di un percorso
di sperimentazione di tecniche diverse, reso omogeneo da un’evidente riconoscibilità stilistica, Anna Turina collabora, infatti, anche con la scena teatrale d’avanguardia (alcune delle sue
macchine sono realizzate per la compagnia di teatro Scarlattine) e ama sporcarsi le mani con le discipline più diverse, progettando complementi d’arredo e oggetti d’uso quotidiano, ideando performance e momenti ludici per adulti e bambini, scrivendo e illustrando racconti.
C’è un mondo nella ricerca di Anna, un universo creativo e immaginifico che va conosciuto da vicino, esperito, compreso. Un universo che chiede in prestito all’infanzia – con cui mantiene un
dialogo costante – la creatività e la fantasia e che dona agli adulti un modo nuovo di pensare alle cose, anche quelle più quotidiane e noiose, come una piccola fastidiosa mosca. Tra fiaba e visione
surreale, fumetto e grafica classica, scultura sperimentale e tecnica tradizionale, Anna ammanta di sogno, con la sua apparente ingenuità, tutto ciò che interpreta, trasformando la pesantezza
del ferro nella leggerezza di un segno di matita, in opere che, pur conservando la forza espressiva, celano con il loro candore l’asprezza della materia e la fatica della sua lavorazione.
Impossibile resistere alla tentazione di toccare, di entrare in contatto con loro. Del resto l’interattività è una caratteristica portante della ricerca della Turina, che pensa al visitatore della mostra non come a uno spettatore ma come a un fruitore, chiamato a relazionarsi con l’oggetto artistico, vivendolo in modo diretto, come esperienza reale e personale. A essere sollecitati non sono tanto i meccanismi percettivi quanto piuttosto le logiche esperienziali e la fantasia creativa di ciascun individuo, libero di “farsi rapire”
da questi oggetti dall’aura magica, che paiono usciti da una fiaba e che ci parlano di mondi che forse un tempo ci appartenevano pure.
Pur piacendo tanto ai bambini – che non hanno alcuna difficoltà a viverle e comprenderle – le macchine artistiche della scultrice sono pensate anche, e forse soprattutto, per gli adulti, particolarmente consigliate a tutti coloro che abbiano voglia di mettersi in gioco, liberandosi dalle pesanti sovrastrutture, dai ruoli, dalle granitiche verità cui “il mondo dei grandi” ci sottopone ogni giorno, e indicatissime per chi dell’arte apprezza il volto più poetico e visionario.
Simona Bartolena

 

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